René Brauen

Il piccolo, grande mondo di René Brauen

Sono cresciuto in una famiglia di contadini a Golaten (BE), un paesino sperduto nel sud-ovest della Regione dei tre laghi collegato solo da strade di campagna.

Più tardi, di fronte alla scelta del lavoro, mi sono reso conto che volevo viaggiare, vedere l’alba e il tramonto sempre in posti diversi. Così ho fatto un tirocinio per diventare autista di camion.

Ho guidato macchinari edili e trasportato gas e verdura. Nel mio ultimo lavoro facevo ogni giorno Ginevra-Aarau andata e ritorno, un lavoro monotono e solitario. Ho deciso quindi di cambiare per lavorare in un’officina di meccanica di precisione, ma dopo nove mesi mi sono reso conto di non essere soddisfatto sempre i soliti 50 mq, gli stessi ristoranti. Mi sentivo in gabbia. Così ho cambiato di nuovo e questa volta ho coinvolto anche la mia ragazza. Con la jeep ci siamo imbarcati su un mercantile per il Sud America. Siamo stati nel gelido sud e nel tropicale nord, sul mare e a 5500 metri sulle Ande. Siamo andati a caccia di caimani con gli indios e a pesca di piranha. Volevamo viaggiare per due anni, ma dopo otto mesi siamo dovuti tornare: era in arrivo un bebè.

Il rientro in Svizzera è stato duro: senza casa, senza lavoro e con Claudia incinta. Ho mandato vari curriculum e ho ricevuto anche delle risposte positive, ma non ho deciso subito. Già dopo aver superato l’esame per conducente di camion mi ero detto: «Da grande guiderò l’autopostale». La risposta positiva di AutoPostale nel novembre 2005 è stata l’occasione migliore che mi potesse capitare: da allora guido varie linee a Berna e raramente vedo il sole sorgere e tramontare nello stesso posto.

Al rientro con i soldi risparmiati ci siamo comperati un camper. Da allora abbiamo fatto 35 000 km e nel frattempo abbiamo avuto due bambini. Sono sempre in giro, ma la mia casa è sempre nella piccola Golaten.